Il
Servizio nasce il 1 MAGGIO 1986, la finalità è prestare
assistenza anche con una help-line telefonica, a chi vive problemi
di tossicodipendenza e AIDS.
Il
numero dedicato è il 06.65.74.11.88, attivo dalle ore 9
alle ore 21 festivi compresi. L'èquipe è costituita
da psicologi, psicoterapeuti ed operatori sociali ex tossicodipendenti,
con la collaborazione dei medici dell’ambulatorio di Villa
Maraini. Nel corso degli anni, al centralino telefonico si sono
aggiunti altri strumenti operativi, strutturando le attività
in vari settori di intervento, distinti ma integrati:
help-line
telefonica;
consultorio sociale, interventi domiciliari;
accoglienza e orientamento;
programma terapeutico ambulatoriale
(psicoterapia coniugata al naltrexone, individuale e di gruppo,
terapie familiari, programma spazzaneve per consumatori di cocaina).
Il
Telefono in Aiuto (TIA), racchiude, pertanto, in se vari livelli
di intervento, con differenti obiettivi e relative fasi di lavoro.
E' infatti:
un servizio consulenziale , dove il rapporto, telefonico
e/o personale, si caratterizza per essere di breve durata, con
un richiedente che espone all'esperto il suo problema attendendosi
le indicazioni necessarie per individuare la soluzione più
adeguata, ed un operatore addetto al counselling che trasmette
all'utente l'informazione. E' il caso della richiesta di chiarimenti
sulle modalità di trasmissione dell'infezione da HIV, della
ricerca dell'indirizzo di un particolare centro di terapia o di
una breve consulenza legale;
un servizio assistenziale , per la sua peculiare
caratteristica di intervenire sull'urgenza fornendo risposte immediate,
indipendenti dalla presenza nell'utente di motivazioni ad un cambiamento
radicale;
un servizio di primo livello, che, attraverso la
fase di lavoro di accoglienza-orientamento, si pone l'obiettivo
di interpretare e ridefinire la domanda, considerando l'aspetto
esplicito e favorendo l'espressione dei contenuti impliciti di
questa, di valutare le risorse, di porre una diagnosi corretta
ed infine di formulare un piano terapeutico personalizzato, di
sostegno o di recupero, con essa coerente. La terapia, così
definita, si svolgerà poi al TIA stesso o nel servizio
più idoneo tra quelli esistenti a Villa Maraini;
un servizio specialistico di secondo livello , che
attua direttamente la presa in carico del paziente e, nell'ambito
della fase di lavoro della terapia, realizza l'obiettivo di sviluppare
le risorse fisiche, psicologiche e sociali individuate in fase
diagnostica. Il contesto di lavoro del TIA é quindi estremamente
articolato; la sua complessità e le risorse di cui dispone
hanno influenzato profondamente il modo di lavorare degli operatori,
così come l'immagine che il Servizio proietta all'esterno,
dipendente dal suo contesto, dai suoi operatori e dalle loro risorse,
ha selezionato indirettamente, in questi anni, un certo tipo di
utenza e soprattutto un certo tipo di richieste dell'utenza al
Servizio.
Per
conservare la coerenza interna è stato necessario separare
concettualmente le varie aree di lavoro, in apparente contrasto
metodologico tra loro, ma in realtà conseguenti ad un'unica
filosofia d'intervento che vede la tossicomania come un disturbo
con precise e sequenziali fasi di evoluzione: pertanto cure diverse
per diversi momenti della stessa patologia . Tale
separazione concettuale viene mantenuta tramite un attento
lavoro di confronto tra gli operatori, di formazione e di supervisione.
Ma come l'utenza plasma le modalità di risposta degli operatori
e del servizio così queste retroagiscono sull'utenza stessa. Un
sistema aperto così strutturato, in libera interazione
con l'ambiente esterno, adotta un modello comunicativo di tipo circolare : ogni azione sull'ambiente è seguita
da una retroazione di questo sul sistema, la quale influenza la
risposta successiva, e così via.
In
accordo con questo modello teorico, negli ultimi anni di attività,
parallelamente allo sviluppo del programma naltrexonico, si é
potuto assistere ad un fenomeno definibile come autoselezione
della domanda: i pazienti che ora afferiscono al Centro, per la
maggior parte, desiderano fare un programma personalizzato e ambulatoriale,
con naltrexone se eroinomani, ma sempre maggiore è
l'affluenza di utenti con dipendenza da cocaina (vedi
programma spazzaneve).
Anche perché hanno
un'occupazione più o meno stabile ed alle spalle tentativi
comunitari falliti. Nei
soggetti con dipendenza da oppiacei l'omeostasi del sistema servizio-utenza
è stata mantenuta grazie ad un sostanziale cambiamento
operativo. Riconoscendo l'estrema duttilità d'uso dello
strumento naltrexone , la scelta é stata quella di privilegiare
comunque l'induzione al farmaco antagonista, diluendo il momento
di accoglienza--orientamento nel tempo di questa fase iniziale
di terapia farmacologica.
E'
così possibile fornire protezione e contenimento al paziente
costruendo nello stesso tempo un rapporto terapeutico significativo
e solido, in seno al quale attuare una fase diagnostica di lunga
durata, propedeutica al proseguimento del programma presso il
nostro Servizio od in altra, più idonea, struttura. coinvolgendo
sempre la famiglia per questo percorso impegnativo offrendo gruppi
specifici di sostegno e di terapia.