Uno scambio di opinioni sulle graduatorie delle scuole materne possono diventare rigidi tribunali inquisitori dove i condannati hanno al massimo 5 anni! Già violentati da un’ infanzia negata e dagli occhi annebbiati dei loro disperati genitori, questi bambini si vedono ulteriormente emarginati nei pensieri di molti adulti rivendicativi che li considerano ingiustamente “privilegiati” nel loro diritto di precedenza nelle scuole materne.
Mi chiedo quali contenuti, atteggiamenti e idee questi genitori trasmettano ai loro stessi figli, se per essi appartenere ad una categoria marginale o svantaggiata diventa motivo di ulteriore esclusione e giudizio.
Mi chiedo quale senso civico e quale educazione alla tolleranza e alla diversità ci si possono aspettare da questi adulti che condannano dei bambini, infliggendo loro pene severe fatte di paura ed ignoranza.
Se questa è l’aria che si respira nella maggior parte delle famiglie del nostro Bel Paese, perché allora dovremmo stupirci davanti alle orde barbariche di adolescenti confusi e disorientati che, ciechi di fronte alle proprie ed altrui debolezze, reagiscono con violenza alla diversità rappresentata ad esempio da “drogati”, extracomunitari, handicappati, omosessuali?
Vedere come l’alone del pregiudizio colpisca spietatamente anche i “figli dei drogati” mi intristisce e mi fa rabbia, poichè credo che non serva “sparare sulla Croce Rossa” (condannare i minori) per metterci l’anima in pace credendo di rivendicare in questo modo una giustizia sociale illusoria.