Mi viene in mente che:
Questa ricetta nacque una notte d’inverno, quando una splendida ospite dalla carnagione bruna proveniente dal Brasile, bussò alla mia porta per fermarsi poi sei mesi.
Al tempo frequentavo per la prima volta, senza ottenere successo, la Comunità “creativa” di recupero Villa Maraini.
Il patto che stipulammo con la mia ospite per questa insolita convivenza fu il seguente: per un letto, un piatto esotico al dì.
Inutile dire che il mio favorito fu quello di cui con successo oggi ripeto a voi la ricetta.
Prima andavo tutti i giorni in Comunità, la casa rimaneva vuota e inutilizzata, quando tornavo la sera ero stanco e quando entravo in cucina con fame e dovevo alimentarmi arrivava puntualmente una gran pigrizia, perciò quando si presentò l’occasione non ebbi nessun dubbio nel trovare questo tipo d’accordo, lei si godeva casa tutto il giorno ed in cambio io chiedevo la giusta pulizia di casa (non ossessiva-compulsiva) e una cena calda per la sera quando entravo….
Lei era molto brava in cucina, in Brasile aveva sempre cucinato in famiglia e quasi ogni sera al mio ritorno avevo l’acquolina in bocca prima d’entrare …… Questo piatto me lo gioco sempre in occasioni speciali e dopo quasi sette anni devo dire che non ho mai fatto brutta figura.
Ho sempre ricevuto tanti complimenti, perciò sono convinto che chiunque si sperimenti in questa ricetta dal sapore extracomunitario non ne esca insoddisfatto, ma arricchito da una novità culinaria che è un’ottima fusione trà semplicità d’esecuzione e risultato finale…… P.S. do una dritta ai maschietti…. Giocatevela con qualche donna che volete sedurre…
Marco S.